La storia dell’Onyx Jazz Club di Matera

Iscritta all’Albo delle Associazioni Culturali della Regione Basilicata dal 1988

Le origini

La passione per il jazz lega da quasi quarant'anni l’Onyx Jazz Club al territorio di Matera e della Basilicata. È una passione che ha mosso i primi passi con l’istinto di un bambino e con la follia di un artista. E non poteva essere altrimenti. Il jazz è soprattutto istinto, è soprattutto follia intesa come disordine creativo, come caos che genera ordine. Come energia.

Lasciandosi spingere da questa forza, un geometra che sognava da chitarrista, un agronomo che sognava da batterista, un farmacista che sognava da pianista, un ragioniere che sognava da ragioniere, e altri sognatori e altri appassionati decisero di trasformare le loro aspirazioni in realtà. Fino ad allora avevano macinato chilometri di notte e di giorno, fra strade senza senso che accompagnavano distese di grano, pini e cipressi, pur di ascoltare con le loro orecchie e di vedere con i loro occhi e di toccare con le loro mani, quella musica, sentirla in tutti i sensi. Preferendola ai mondiali di calcio e, tuttavia, esultando, al rientro, con il vento a raso che scolpiva la testa, per un goal di Rossi. Allora non c’era internet e di telefonini in giro c’erano solo quelli di casa, senza fili.

Felici per aver sognato al ritmo di cinque quarti con Dave Brubeck, con le melodie libere ed energiche di Cecil Taylor, o lo swing di Lionel Hampton, scoprivano la musica andando a Bari, a Molfetta, a Taranto, ma anche a Roma o in Calabria, anche se non più con la vecchia moto, ma con piccole auto. Era sempre jazz, ma di quello stellare, fino ad allora solo letto sui libri, ascoltato attraverso quei grandi dischi neri, o solo sognato.

Poi sempre meno viaggi e sempre meno chilometri e sempre meno sogni e sempre più passione. Così si avvicinarono alla realtà. Costituirono una prima associazione che già nel nome indicava le ragioni di quella iniziativa: “Amici del jazz”, era il 1983. Amici legati dalla passione per il jazz e dalla necessità di comprendere quei ritmi e quelle melodie direttamente dalla voce dei protagonisti. Nessuno, come sempre capita, avrebbe mai immaginato dove sarebbero arrivati e quali traguardi sarebbero stati raggiunti.

Qualche tempo dopo, nel 1985, gli “Amici del jazz” cambiarono nome e si riunirono sotto il marchio “Onyx Jazz Club” presieduto dall’animatore che più di tutti aveva sognato quei momenti, Gigi Esposito. L’esperienza dell’Onyx nasce così, da momenti carichi di idee, di energia e di musica, carichi della voglia di fare e dallo spirito di iniziativa che consentì di ospitare a Matera quelli che di lì a poco sarebbero diventati i più importanti musicisti italiani: Franco D’Andrea, Ettore Fioravanti, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, Maurizio Giammarco e tanti altri.

Ben presto, con una forza quasi naturale, con quella energia tipica del jazz, il progetto di quei ragazzi prese forma orientandosi su tre principali linee: la rassegna di concerti, la formazione e la valorizzazione dei talenti locali, la produzione di dischi.

Nacque Gezziamoci, il Jazz Festival di Basilicata, nacque la Scuola, nacque il Club dei Produttori. Cambiarono gli amici, alcuni andarono via cambiando i loro sogni. Altri, senza i quali nulla si sarebbe avverato, furono costretti a volare tra le nuvole, per sempre. Proprio come angeli. Ai vecchi se ne aggiunsero altri, più giovani. Ma la passione, se è veramente tale, non conosce differenze di età, non conosce limiti. Quel gruppo lo sapeva. Quei ragazzi volevano leggere il mondo con la lente d’ingrandimento del jazz, volevano essere nel mondo accanto a quei suoni che arrivavano dalle parti più profonde dell’inconscio, dalle zone più intime dell’anima. Capirono ben presto che il jazz non è solo una musica. Il jazz è un approccio alla vita, è un modo di guardarsi intorno, uno specifico modo di agire o di non agire, è un mondo interiore senza confini ideologici, culturali, storici, geografici, etnici. E’ un mondo dove si parlano diverse lingue, dove si ripudia la guerra, dove si cerca la felicità, la serenità senza necessariamente trovarla, dove l’istinto e la follia si guardano allo specchio della ragione confondendosi senza paure.

 

L’Associazione, le iniziative, le collaborazioni

L’Associazione Onyx Jazz Club nasce a Matera nel 1985. Essa non ha fine di lucro e si prefigge come scopo di favorire la conoscenza e la diffusione della musica jazz in particolare e, più in generale, della musica classica, delle altre forme musicali e delle altre espressioni culturali quali la cinematografia, l’attività letteraria e artistica, la fotografia e simili mediante lo svolgimento di seminari, corsi musicali, concerti, convegni, stages, mostre, proiezioni, conferenze, dibattiti, promozione di incisioni e registrazioni musicali e pubblicazioni, sessioni di ascolto guidato di produzioni discografiche, tramite musicisti di chiara fama e provata competenza anche locali.

Nel corso di questi anni, l’Associazione si è imposta non solo sul territorio regionale ma anche su quello nazionale come una delle più interessanti realtà nell’organizzazione di iniziative legate alla musica (in particolare a quella jazz) e al territorio. Tra i soggetti istituzionali con cui opera o ha operato, ricordiamo, tra gli altri, gli Assessorati alla Cultura della Regione Basilicata, della Provincia e del Comune di Matera, l’Azienda di Promozione Turistica (oggi Agenzia di Promozione del Territorio) della Basilicata, l’Ente Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, l’Agenzia Spaziale Italiana, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata, la Fondazione Zétema di Matera.

Le attività dell’Onyx sono oggi molteplici; nella struttura dell’associazione si sono creati i seguenti settori:

  • –         il settore Ambiente, Tradizioni e Turismo avviato nei primi anni Novanta con l’organizzazione degli Itinerari Culturali ed il Venerdincontro;

  • –         il settore Fotografia con il concorso fotografico Fotogezziamoci;

  • –         la Scuola di Musica: il “Settore Didattico” organizza da quindici anni corsi di musica e di educazione musicale di base e cura progetti con le scuole. Le lezioni sono tenute da docenti professionisti e riguardano non solo la musica jazz, ma anche la musica classica e il rock;

–         l’Etichetta Discografica, che vanta al suo attivo 23 titoli tra cui due premi Tenco (a Nicola Arigliano con il cd I Sing Ancora nel 1996 e ad Alfio Antico con il cd “Anima N’Ngignusa” nel 2000) e un JazzIt Award (a Paolo Fresu e Alborada string quartet, con il dvd “Sassi e stelle sonanti”, nel 2010)

Grazie ad un’attività intensa e partecipata, l’associazione ha consolidato, negli anni, la sua capacità di organizzare manifestazioni artistiche, attraverso le quali è riuscita a superare il carattere di episodicità che generalmente frammenta la proposta culturale. Oggi, la rassegna Gezziamoci è fra le più longeve manifestazioni jazz d’Italia.

L’ampio spettro di azione, la capacità progettuale, la qualità delle iniziative promosse ha fatto sì che l’Onyx abbia trovato intese e collaborazioni con altre associazioni non solo a carattere regionale (Mathesis, La Scaletta, Legambiente, il Girifalco, il Teatro dei Sassi, Non Solo Bianco, Tìaso), ma anche a carattere interregionale (Amici della Musica di Taranto, l’Associazione Meandro di Partinico (PA), l’associazione Thelonious Monk di Campobasso) e nazionale (la Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana – SISMA, l’Associazione Nazionale Musicisti Jazz (AMJ), l’associazione Siena Jazz, l’ISMEZ (associazione nazionale per lo Sviluppo della Musica nel Mezzogiorno), Terni in Jazz, Piazza Armerina, e molti altri.

Dal 1991 al 1994 l’Onyx ha collaborato con l’Associazione Zétema di Matera per la realizzazione del progetto ZETEMA MUSICA, il primo corso italiano di formazione per Orchestra Jazz affidato alla direzione dei musicisti-direttori Bruno Tommaso e Ettore Fioravanti. L’operazione ha costituito un’esperienza di straordinario valore e di significativa originalità nel contesto dell’Italia meridionale, suscitando vasto interesse (con richieste di partecipazione provenienti anche da regioni settentrionali) e realizzando un vero e proprio circuito culturale, punto di riferimento per tutti gli operatori musicali del Mezzogiorno d’Italia e luogo di produzione e ascolto tra i più qualificati e ricercati.

Tale progetto ha visto il coinvolgimento di personalità di rilievo nel settore jazzistico, la creazione di qualificate formazioni, la Matera Concert Band e l’Orchestra Utopia e la produzione delle realizzazioni discografiche “Nella sala dell’arcate” e “6×30”, quest’ultima con il sestetto di Paolo Fresu, per l’etichetta Onyx.

L’associazione, già dagli anni Ottanta con spirito innovativo, ha impiegato la musica jazz come straordinario strumento per promuovere il patrimonio culturale materano.

L’Onyx per prima, infatti, ha mostrato che le chiese, i vicinati, le cave di Matera, potevano fornire scenografie uniche e spettacolari per iniziative musicali e artistiche. La musica jazz è stata, in tutti questi anni, un modo per far riscoprire in maniera inedita gli angoli dei Sassi e del Parco delle Chiese Rupestri agli stessi cittadini di Matera, oltre che ai numerosi turisti e appassionati che frequentano gli appuntamenti annuali del Gezziamoci.

Così facendo, si è sviluppato quasi in autonomia il settore dell’Onyx Turismo. Camminare sulla storia, viverne la più antica e sconosciuta eredità raccoglie, in se’, uno straordinario patrimonio di cui l’Onyx ha saputo fare tesoro unendo al proprio interno un gruppo di guide turistiche la cui provata esperienza compone un d.n.a. del tutto unico. Alla scoperta dei luoghi, ma anche delle città. Nell’ambito dei suoi appuntamenti, l’Onyx promuove da anni anche alcune “Passeggiate” grazie alle quali architetti, storici, guide di eccezione, possono illustrare la storia della città, la sua evoluzione storica fino al contributo dei grandi esponenti dell’architettura italiana che, a cavallo tra gli anni ’50 e ’70 fecero di Matera un vero e proprio laboratorio urbano (particolarmente interessante la serata dedicata alla figura di Ludovico Quaroni, la cui figura fu ricordata dall’architetto Gigi Acito nel corso del Gezziamoci 2010).

La promozione del territorio è divenuta anche produzione video, per la prima volta grazie al progetto “Pentangolo” che ha consentito a cinque fotografi di descrivere il volto della Basilicata e di trasferire queste atmosfere in un video con musiche originali del Quintetto di Paolo Fresu. L’iniziativa si è trasformata così in straordinario veicolo di valorizzazione sotto il profilo turistico e musicale.

Negli ultimi anni l’associazione ha arricchito la sua capacità progettuale, caratterizzandosi per i progetti originali realizzati nell’ambito del Gezziamoci e in collaborazione con istituzioni e partner di livello nazionale e internazionale.

L’attività dell’Onyx Jazz Club, impegnata a tutelare e valorizzare tradizioni e peculiarità attraverso le espressioni musicali, artistiche e turistiche, viene realizzata attraverso le iniziative promosse dalle differenti sezioni (ambiente, turismo, musica) che compongono l’associazione.

Dalle passeggiate ai corsi di musica fino alle iniziative legate al rispetto e alla scoperta dell’ambiente, l’Onyx considera fondamentale dare risalto a ciò che le giovani generazioni sanno mettere a sistema, in nome di un territorio che sa integrarsi in modo sempre più profondo con le altre culture.

Un particolare rilievo merita l’iniziativa I.J.T. (indicazione Jazzistica Tipica) – Un bollino di qualità per la cultura – eccellenze lucane riunite sotto il segno della musica e delle tipicità territoriali. Il progetto I.J.T., promosso dall’Onyx e oggi allargato ai vicini centri pugliesi, punta a valorizzare e promuovere attraverso il Bollino di Qualità, gruppi emergenti che rappresentino patrimoni da tutelare.

L’ I.J.T., esprime questo spirito aggregativo, riuscendo a condurre un filo rosso ideale fra terre, province, città e paesi diversi, tutti uniti dalla medesima voglia di fare musica, di produrre cultura affidata a gruppi emergenti ai quali va riconosciuta la passione e la tenacia di voler far crescere radici tanto forti come quelle lucane.

L’ I.J.T., è, dunque, un marchio di qualità proposto dall’Onyx jazz club e da un circuito di festival jazz lucani, che vuole trasformarsi in veicolo di promozione e riconoscimento assegnato in ambito nazionale a giovani musicisti.

 

Jazz Festival di Basilicata Gezziamoci

Il patrimonio culturale come fonte di ispirazione per la musica, ma anche la musica ed in particolare il Gezziamoci come fonte di valorizzazione dello stesso patrimonio culturale.

Da anni l’Onyx conduce un’avventura legata alla musica in una delle città più antiche del mondo, realizzando un festival, il Gezziamoci, che è divenuto nel tempo un momento di promozione del territorio per tutta la comunità lucana. Esso promuove la cultura come motivazione alla base dell’esperienza turistica. Le città d’arte, infatti, non devono essere solo la sommatoria di spazi vuoti, per quanto culturalmente rilevanti. I luoghi devono invece essere lo strumento da cui far partire i nuovi orientamenti della comunità, attraverso il coinvolgimento di attori locali per la produzione di eventi artistici originali (e quindi di nuova cultura), che fungano da cassa di risonanza dei luoghi stessi. Ecco allora l’importanza di eventi inseriti in contesti storico-naturalistici, in grado di esaltarne i minimi aspetti attraverso la coniugazione di arti diverse. La Musica soprattutto, insieme ad un uso appropriato di altre forme di arte, è in grado di trasmettere emozioni memorabili.

Il festival Gezziamoci con i concerti nelle piazze, nei vicoli, nelle terrazze, con produzioni originali pensate appositamente per il territorio come i “Concerti dai Balconi” o la “Sonorizzazione dal vivo di opere d’arte” o le “Escursioni Concerto” all’alba nel parco delle Chiese Rupestri del Materano, rafforza e sostiene l’offerta turistico-culturale del territorio. Il festival, infatti, sviluppa il suo calendario di concerti proprio all’interno di luoghi spettacolari, testimonianze di un patrimonio culturale che nel 1993 l’Unesco ha dichiarato “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. Nell’ambito della rassegna estiva, inoltre, l’Onyx ha recuperato una figura  storica: il banditore, ovvero il “Caronte” della tradizione popolare al quale viene affidato, in questo caso, il compito di dare voce a tutti coloro che seguono la carovana musicale. Passanti, adulti, ragazzi, donne, possono scrivere i loro pensieri e consegnarli nelle mani di questo speciale interprete che li legge ad alta voce, in nome di una forma di condivisione e partecipazione attiva che è alla base dell’attività dell’Onyx.

Il Gezziamoci è unico nel suo genere in Italia per lo stretto legame che lega l’evento ai luoghi; esso vede la partecipazione di numerosi appassionati i quali, nel rispetto dello spirito associativo e nello sviluppo delle rispettive competenze, creano ed elaborano connessioni e interazioni tra i vari ambiti. Così, un festival come quello lucano, inizialmente limitato agli spazi canonici della musica (teatri, auditorium, club, ecc.), ha trovato con il passar degli anni la sua giusta dimensione nello stretto rapporto con il territorio, con gli ambienti naturali e paesaggistici dei Sassi e del Parco delle Chiese Rupestri come affascinante e spettacolare palcoscenico. L’Onyx è inoltre promotore di numerose collaborazioni con altri soggetti associativi, per realizzare eventi e progetti congiunti, anche in grado di coprire un vasto arco temporale e quindi per contribuire alla destagionalizzazione dell’offerta turistica lucana. Numerose sono le azioni di coinvolgimento degli operatori del turismo, quali albergatori, ristoratori, agenzie di incoming, artigiani, ecc.

In definitiva il Festival Gezziamoci è uno strumento di produzione culturale e di promozione dello sviluppo locale.

Come specificato precedentemente, nella sua più che ventennale esperienza, l’Onyx ha realizzato progetti e partenariati culturali con numerose istituzioni nazionali e internazionali. Si pensi, ad esempio, al progetto “A Riveder le Stelle – Sassi e Stelle Sonanti”, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata nel 2009. Nel quarantennale dallo sbarco dell’uomo sulla luna, presso il Centro di Geodesia Spaziale di Matera, Paolo Fresu mette in scena un programma lirico – da Mozart a Uri Caine – e carico di effetti elettronici, incastonato tra gli arrangiamenti per quartetto d’archi dell’Alborada String Quartet e lo splendido spettacolo di video-arte proiettata sulle gigantesche antenne paraboliche della stazione di osservazione della Terra. Il dvd che documenta l’evento, prodotto dall’Onyx, ha vinto il Jazz-It award 2010 nella sezione “Greatest Jazz DVD”.

È ancora con l’Agenzia di Promozione Territoriale (A.P.T. Basilicata) che l’Onyx realizza altri progetti importanti, promuovendo anche scambi con illustri partner nazionali e internazionali. Ultimo in ordine di tempo, il progetto “Basilicata per New Orleans”, realizzato con il supporto del Consolato Americano a Napoli e con l’importante istituzione americana Thelonious Monk Institute of Jazz, che annovera come Chairman Herbie Hancock e come membri del comitato di indirizzo, tra gli altri, Clint Eastwood, Dee Dee Bridgewater, Charlie Haden.

Nel 2010 una nuova collaborazione con la Fondazione Zétema di Matera consente la nascita di un nuovo prodotto di straordinario interesse e valore culturale per il territorio lucano. Il progetto si intitola “Lo sguardo di un Grillaio. Il territorio rupestre di Basilicata, dal Paleolitico ai giorni nostri, visto da un falchetto” e nasce da un’idea dell’Onyx Jazz Club e della Fondazione Zétema di Matera nell’ambito delle iniziative realizzate dalla Fondazione per il progetto “Il Distretto dell’Habitat Rupestre della Basilicata”, cofinanziato dalla Fondazione per il Sud (bando storico-artistico e culturale 2008). L’obiettivo del progetto culturale era la promozione del Distretto nei suoi diversi significati storici e nelle diverse forme evocative e narrative che esso propone.

Con Massimo Ottoni videoperformer & Orchestra della Murgia Materana diretta da Oscar del Barba (ospite GianLuigi Trovesi), è stata quindi realizzata una produzione originale che ha visto la organizzazione di laboratori musicali e la stesura di arrangiamenti originali, in versione jazzistica, di musiche della tradizione lucana e materana. Il video-artista Massimo Ottoni ha realizzato, attraverso innovative tecniche di narrazione visiva, un racconto del territorio del Distretto visto dagli occhi di un immaginario falco grillaio, volatile simbolo di questo territorio.

Il progetto ha quindi coniugato, in sintonia con la mission dell’Associazione, formazione di giovani talenti, produzione culturale originale, studio e ricerca sulle musiche tradizionali regionali, narrazione e promozione del territorio con forme innovative di arte e di comunicazione.

 

Progetti per il futuro

L’esperienza progettuale maturata nel corso di questi anni, legata ad un rapporto di sinergia tra uomo (musicista, spettatore) e territorio, ha spinto l’Onyx Jazz Club ad assumere un ruolo importante nella doppia funzione della promozione di giovani talenti e di promozione del territorio attraverso la realizzazione di produzioni culturali originali. L’associazione materana assume una funzione di direzione artistica in un concetto più ampio del termine: scelte artistiche in funzione dei luoghi che conterranno gli eventi.

Si pensi ad esempio alla sonorizzazione, nell’ambito del Gezziamoci, delle sale di Palazzo Lanfranchi: nata come esperimento negli anni passati, è diventata con il tempo un altro dei punti di forza del rapporto fra l’Onyx e il patrimonio culturale locale, in una positiva collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata. Le statue lignee, i dipinti della scuola napoletana dell’Ottocento, le opere di Carlo Levi, le mostre contemporanee hanno ispirato musicisti che si sono esibiti dal vivo e in concerti esclusivi, consentendo al tempo stesso che il Museo di Palazzo Lanfranchi aprisse le porte gratuitamente al pubblico in serate che hanno sempre registrato il tutto esaurito.

Ma se parliamo di futuro, non possiamo non parlare di Casa Cava. La CasaCava è un luogo simbolo per il settore culturale materano. Da luogo abbandonato e utilizzato negli anni come discarica, esso è stato ripulito e utilizzato come sala concerti per la prima volta grazie all’impegno e alle capacità visionarie dell’Onyx Jazz Club, che nello scorso decennio vi ha organizzato concerti e rassegne, sviluppando un progetto integrato di recupero della struttura. A partire da questo progetto, è stato possibile reperire i finanziamenti per la realizzazione del più spettacolare auditorium e centro culturale ipogeo d’Europa e forse del mondo.

Oggi, con gli interventi di restauro e recupero realizzati per iniziativa del Comune di Matera e della Regione Basilicata, e dopo il percorso di coinvolgimento delle associazioni culturali promosso dall’iniziativa regionale Visioni Urbane, esso ha assunto una nuova dotazione identitaria, connotandosi come centro di produzione culturale per le diverse forme artistiche performative.

L’Onyx, protagonista attivo e centrale del circuito di associazioni regionali del progetto Visioni Urbane, ha sviluppato un progetto di gestione del centro culturale insieme ad altre importanti realtà imprenditoriali e culturali locali, nazionali, europee, statunitensi. Si intende in questo modo declinare e trasformare in realtà, attraverso l’uso degli spazi della CasaCava, un concetto di cultura che vede l’interazione tra diversi agenti e operatori culturali come principale strumento di innovazione delle arti contemporanee. È, questo, un progetto che nasce dal basso e raccoglie le capacità positive del mondo associativo locale, mettendole in contatto con la linfa derivante da realtà nazionali e internazionali di primaria importanza, con particolare attenzione alla formazione degli artisti, alla produzione, alla commercializzazione. In tal modo, in un’ottica di filiera, la CasaCava si connota come elemento catalizzatore e propulsivo nei settori della musica, del teatro, della letteratura, delle arti visive.

L’associazione temporanea di imprese che si candida alla gestione del centro vede l’Onyx soggetto capofila ed è composta dalla Quadrum, impresa che si occupa dell’organizzazione di eventi nel campo dello spettacolo, del turismo e della comunicazione (di particolare rilievo, l’iniziativa Matera è Fiera), dalla società di comunicazione Diòtima, dall’Agenzia Viaggi Lionetti, dal ristoratore De Bonis. Tale raggruppamento di imprese coniuga le diverse anime della valorizzazione culturale e turistica, in un’ottica intersettoriale e integrata assolutamente innovativa per il nostro territorio. Per garantire la qualità della programmazione culturale della Casa Cava, inoltre, nel progetto di gestione e valorizzazione, sono stati siglati importanti accordi di partenariato con soggetti internazionali, con l’impegno concreto di sviluppare progetti culturali originali di valenza internazionale, anche a supporto della candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019. Si citano, a solo titolo di esempio, gli accordi raggiunti con il già citato Thelonious Monk Institute of Jazz (USA), con il polo europeo di produzione per la Musica, il teatro e la danza La Nef des Cultures Actuelles, della Città di Saint Dies des Vosges (Francia), con gli istituti culturali pubblici finlandesi di Oulu (città gemellata con il Comune di Matera) “Oulu Regional Arts Council” e Scuola di Musica, Danza e Media dell’Università delle Arti Applicate di Oulu.

Il comitato scientifico previsto dal progetto vede al suo interno figure del calibro di Paolo Fresu, trombettista; Alessandro Moccia, titolare della Cattedra di Violino presso il Conservatorio Superiore di Gent in Belgio; Roberto Cipelli, pianista; Tino Tracanna, sassofonista; Attilio Zanchi, contrabbassista; Francesco Zingariello; Katia Ricciarelli; Raffaello de Ruggieri, presidente della Fondazione Zétema di Matera e membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali; Geraud Didier, direttore del La Nef des Cultures Actuelles, polo europeo di produzione per la Musica, il teatro e la danza – Città di Saint Dies des Vosges.

Il progetto di gestione della Casa Cava conferma ancora una volta come l’associazione Onyx Jazz Club sia in grado di costruire, sulla base della propria esperienza, progetti culturali che guardano al futuro con forte capacità innovativa e visionaria. Tale esperienza e tale capacità progettuale consentono, a quella che è nata come una associazione tra amici, di lavorare con soggetti (sia artisti che Istituzioni pubbliche e private) di primaria importanza nazionale e internazionale. Nelle iniziative promosse e realizzate dall’associazione, il territorio regionale rappresenta una costante fonte di ispirazione, un punto di riferimento che trasforma le energie dei soci in impegno per la crescita culturale, economica, sociale della collettività materana e lucana.

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Created by Rossella Palagano